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SETTEMBRE 1943: LE PRIME STRAGI NAZISTE IN ITALIA

 

 

 

Nel settembre del 1943 nell’alto novarese erano presenti almeno un centinaio di ebrei appartenenti a tre diverse categorie: ebrei italiani residenti da tempo nelle diverse località; ebrei italiani sfollati da Milano, dalla Lombardia e da Torino a seguito dei bombardamenti e alloggiati nelle seconde case di loro proprietà, in affitto o in albergo; ebrei provenienti dall’estero (sia con cittadinanza italiana che con altro passaporto) e alloggiati soprattutto negli alberghi. Il gruppo più consistente di questi ultimi proveniva da Salonicco dove, nella primavera, era iniziata la deportazione in massa della comunità ebraica, con l’eccezione degli ebrei italiani che, con l’aiuto del Consolato italiano, poterono defluire verso Atene allora occupata dagli italiani.

Poco dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, le forze tedesche occuparono il territorio della provincia di Novara, che allora comprendeva anche l’attuale provincia del VCO. Sul lago la notte dell’11 settembre arrivò il 1º battaglione della Panzer-Division Waffen SS – LSSAH (Leibstandarte Adolf Hitler – Guardia del Corpo Adolf Hitler), che aveva già operato sul fronte dell’Europa orientale. Il comando venne installato all’Hotel Beaurivage di Baveno e vennero occupati i principali centri della costa piemontese del lago e dell’Ossola. Il rastrellamento degli ebrei iniziò a Baveno tra il 13 e il 14 settembre per proseguire nei giorni successivi in altre località. Furono in tutto 9 i comuni sul cui territorio si compì la strage: Arona, Baveno, Bée, Meina, Mergozzo, Novara, Orta, Stresa, Verbania e ad oggi sono 57 le vittime accertate, un numero che gli storici ritengono destinato a salire.
A Meina avvenne l’episodio più noto, ma anche più complesso: sedici ebrei ospiti dell’Hotel Meina vennero prima identificati e trattenuti per alcuni giorni in una stanza e poi, in due notti successive (22 e 23 settembre), uccisi e gettati con zavorre nel lago, ad alcune centinaia di metri di distanza del paese. Le salme, riaffiorarono il mattino successivo e quindi vennero immediatemente riportate al largo e riaffondate. .

Nonostante le minuziosi indagini condotte durante la fase istruttoria del processo ai principali colpevoli di questa strage, non è mai stato possibile accertare cosa sia avvennuto dei corpi trucidati e non ritrovati. Gli imputati, riconosciuti colpevoli e pertanto condannati all'ergastolo dal Tribunale di Osnabruck il 5 luglio 1968, sono stati prosciolti dall'accusa in sede di appello a Berlino il 17 aprile 1970 e immediatamente posti in libertà.
La motivazione, secondo la legge tedesca, non è fu resa nota.

Nel gennaio 2015, sull’area dove sorgeva l’Hotel dove i 16 furono arrestati e da cui vennero prelevati per essere uccisi, l’artista tedesco Gunter Demnig ha iniziato la posa delle Stolpersteine in memoria delle vittime. L’artista, dopo avere studiato l’eccezionalità di questo episodio locale della complessiva strage che ha toccato Arona, Baveno, Bée, Intra, Meina, Mergozzo, Novara, Orta, Stresa, ha deciso di rimuovere le tre Stolpersteine collocate precedentemente e aggiungere alle 16 pietre individuali una diciassettesima pietra “collettiva” che riassume la vicenda dell’arresto nello stesso luogo delle vittime, della loro prigionia e dell’uccisione dilatata nel tempo.

Baveno (14 vittime): Mario Luzzatto, anni 53; Bice Ginesi, anni 45; Olga Ginesi, anni 48; Silvia Luzzatto, anni 20; Maria Grazia Luzzatto, anni 18. - Emil Serman, anni 62; Maria Müller, anni 43; Stefania Müller, anni 41; Giulia Werner, anni 77; Sofia Czolosinska, anni 39. - Joseph Wofsi, anni 70; Emma Baron, anni 61. - Carla Caroglio, anni 25. - Fanny Jette Engel, anni 70.

Arona (9 vittime): Irma Finzi Cantoni, anni 70; Vittorio Angelo Cantoni Mamiani Della Rovere, anni 43. - Giacomo Elia Modiano, anni 34; Mary Bardavid, anni 22; Carlo Elia Modiano, anni 32; Grazia Modiano, anni 26. - Carla Kleinberger Rakosi, anni 45; Tiberio Alexander Rakosi, anni 22. - Margherita Coen Penco, anni 56.

Meina (16 vittime): Marco Mosseri, anni 55; Ester Botton, anni 52; Giacomo Renato Mosseri, anni 22; Odette Uziel, anni 19. - Dino Fernandez Diaz, anni 76; Pierre Fernandez Diaz, anni 46; Liliana Scialom, anni 36; Jean Fernandez Diaz, anni 17; Robert Fernandez Diaz, anni 13; Blanchette Fernandez Diaz, anni 12. - Raoul Torres, anni 48; Valerie Nahoum, anni 49. - Vittorio Haim Pompas, anni 31. - Vitale Cori, anni 26. - Lotte Froehlich Mazzucchelli, anni 38. - Daniele Modiano, anni 51.

Orta (2 vittime): Mario Levi, anni 62; Roberto Levi, anni 23.

Mergozzo (3 vittime): Mario Abramo Covo, anni 66; Alberto Abramo Arditi, età presunta 55; Matilde David, età presunta 50.

Stresa (4 vittime): Tullio Massarani, anni 64; Olga Massarani, anni 65. - Giuseppe Ottolenghi, anni 71; Lina Ottolenghi, anni 38.

Pian Nava (2 vittime): Humbert Scialom, anni 55; Berthe Bensussan, anni 50.

Novara (3 vittime): Giacomo Diena, anni 56; Amadio Jona, anni 79. - Sara Berta Kaatz, anni 31.

Verbania Intra (4 vittime): Ettore Ovazza, anni 51; Nella Sacerdote, anni 41; Riccardo Ovazza, anni 20; Elena Ovazza, anni 14.

Sia la loro memoria di benedizione.