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FIGLI DELLA SHOAH

Luisa Levi

 

Mercoledì 5 aprile 1944. Un giorno fra tanti per la maggioranza di coloro che vivevano a Mantova quell'arida primavera di guerra. (...)
Ma quel mercoledì del 1944 non ha mai evocato nulla nel ricordo della maggioranza dei mantovani. Quel giorno è scivolato via come tanti altri nella precarietà del cibo, nell'inquietante presenza dei tedeschi che col loro passo ritmato e pesante presiedono la città.
Così, il 5 aprile 1944, quasi nessuno si accorge di quanto accade verso mezzogiorno tra Via G.Govi e la stazione ferroviaria di Mantova, quasi nessuno sente il tonfo pesante della portiera del grosso furgone cupo con il quale 41 ebrei, sequestrati nella casa di riposo israelitica di Via Govi, trasformata da alcuni mesi in campo di internamento, vengono portati alla stazione di Mantova: dove saliranno sul carro bestiame che ha già caricato a Fossoli più di 500 persone destinate ad Auschwitz.
È il convoglio numero 9, partito la mattina del 5 aprile 1944, che completa il suo carico nella stazione di Mantova e in quella di Verona e fa giungere ad Auschwitz i suoi 611 passeggeri il 10 aprile successivo.
La più anziana è la signora Vittoria Foà di 83 anni, la più giovane è una bambina di 14 anni, Luisa Levi.

La ricorda così Arianna Szoreny, anche lei, allora bambina, deportata prima ad Auschwitz, poi a Ravensbruck e poco dopo a Bergen Belsen: " Ho il ricordo di una bambina dolcissima. Io e Luisa eravamo praticamente incollate l'una all'altra. Io volevo assolutamente vivere, avevano visto in campo mia madre e mia sorella ancora vive e lei si aggrappava a me, per il mio carattere, non volevamo perderci."
Luisa morì di stenti e malattia a Ravensbruck il 1 febbraio 1945

Da Cercando Luisa, Ed. Sansoni