Entartete Musik. Musica e Narrazione Storica - Milano
Lunedì 19 gennaio 2026
ore 11.00
Musica degenerata
ENTARTETE MUSIK
Teatro Menotti Filippo Perego
Via Ciro Menotti, 11 - Milano
PIANOFORTE E TESTI:
Laura Vergallo Levi
VIOLONCELLO:
Claudio Giacomazzi
La lezione-concerto parte dalla mostra organizzata a Düsseldorf nel 1937, dal titolo "Entartete Musik", “Musica Degenerata”, che aveva lo scopo di diffamare pubblicamente tutti quei musicisti
che non rispondevano al concetto, fasullo e posticcio, di "germanicità", per arrivare ad approfondire la politica nazista di esclusione dalla vita culturale tedesca di tutta quell'arte considerata “giudaica”.
Si tratta di un percorso storico-musicale necessario e potente che, attraverso la narrazione e l'esecuzione di brani di musicisti emarginati e banditi dal nazismo, ripercorre l'affermarsi del concetto di "razza" e approfondisce il processo d’integrazione dell'ebraismo tedesco nella vita della Germania di fine '800 per raccontare la feconda commistione delle due culture nella storia, con uno
sguardo all’Italia e ai suoi musicisti ebrei.
Il nazismo comprese fin dall’inizio l'importanza della musica e dell'arte come strumento per canalizzare il consenso e mise in atto un'accurata opera di mistificazione storico culturale volta alla costruzione di un'ideologia razziale delle arti. Non solo vennero represse tutte le correnti artistiche innovative e le avanguardie, ma vennero perseguitati e proibiti anche tutti i musicisti di religione ebraica che avevano fatto la storia della musica e, in particolare, la storia della musica tedesca.
AUTORI SCELTI:
- Felix Mendelssohn-Bartholdy: discendente di un'importante famiglia di studiosi dell'ebraismo, nacque in una famiglia integrata che aveva ormai tagliato le radici con la propria tradizione culturale religiosa. I genitori, che appartenevano all'alta borghesia tedesca, decisero di convertire Felix e sua sorella Fanny, dapprima al cristianesimo e poi al protestantesimo. Nonostante questo, la musica di Mendelssohn fu proibita dal nazismo perché l'appartenenza all'ebraismo era considerata una questione "di sangue" che, pertanto, non poteva essere annullata dalla conversione.
- Max Bruch: compositore romantico tedesco di religione protestante, ascoltò per caso la melodia del Kol Nidré, la preghiera che apre le celebrazioni dello Yom Kippur, il giorno dell'Espiazione dei Peccati, una delle ricorrenze più sacre per l'ebraismo. Folgorato, letteralmente, dalla voce del rabbino che cantava questa melodia struggente, decise di farne un'opera per violoncello, arpa e orchestra.
- Béla Bartók: compositore ungherese che, nonostante appartenesse all'avanguardia musicale, non fu inserito nella lista dei musicisti degenerati, probabilmente perché il regime nazista era molto vicino a quello ungherese. Questo dimostra come l'apparato storico costruito dal nazismo fosse modificabile a seconda delle esigenze e delle convenienze politiche del momento. Quando venne allestita la mostra a Düsseldorf, Bartók, che si opponeva strenuamente sia alla destra del suo paese che al nazismo, scrisse una lettera indignata, dichiarando apertamente la sua appartenenza alle avanguardie musicali e chiedendo quindi a gran voce di essere inserito nell'indice dei libri proibiti al pari dei musicisti suoi contemporanei.
- Leone Sinigaglia: ebreo torinese, decise di non lasciare l'Italia, convinto che le leggi razziali fossero una follia passeggera. Dopo l'occupazione nazista dell'Italia venne arrestato e morì d'infarto mentre
veniva trasferito in carcere.
Per gli insegnanti che ne fanno richiesta è possibile organizzare un intervento nelle classi.
INFORMAZIONI:
Laura.vergallolevi@gmail.com
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