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FIGLI DELLA SHOAH

PIETRE D'INCIAMPO COSA SONO

Dal 19 gennaio 2017 anche Milano finalmente si unisce alle città che in tutta Europa hanno posato nelle proprie strade migliaia di “Pietre di Inciampo”, a ricordo delle vittime dei lager nazisti. 

Si tratta di un piccolo blocco quadrato di pietra (10x10 cm), ricoperto di ottone lucente, posto davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza una persona deportata nei campi di sterminio: ne ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, la data della morte.
Si vuole così mantenere viva la memoria delle vittime di tutte le Deportazioni nel luogo simbolo della vita quotidiana - la casa -  invitando allo stesso tempo chi passa a riflettere su quanto accaduto in quel luogo e in quella data, per non dimenticare. 

PIETRE D'INCIAMPO DOVE SONO

In Europa ne sono state installate già oltre 50.000; a Milano sono state posate davanti alle case dove vissero Gianluigi Banfi, Adele Basevi Lombroso, Dante Coen, Melchiorre De Giuli, Giuseppe Lenzi e Alberto Segre scomparsi nei lager di Auschwitz, Gusen, Nordhausen e Dachau. 

Oggi “Pietre di Inciampo” - iniziativa creata dall’artista Gunter Demnig come reazione ad ogni forma di negazionismo e di oblio - è il più grande monumento diffuso d’Europa dedicato alle vittime dello sterminio nazista, qualunque sia stato il motivo della persecuzione: religione, razza, idee politiche, orientamenti sessuali.

PIETRE D'INCIAMPO A MILANO

A Milano, il Comitato per le “Pietre di Inciampo” ha l’adesione del Comune di Milano ed è promosso da: ANED (Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi Nazisti), ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani), ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia),  ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti), Comunità Ebraica, FIAP (Federazione Italiana Associazioni Partigiane), Associazione Rosa Camuna, Associazione Figli della Shoah, CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea), Fondazione Memoria Deportazione, Fondazione Memoriale della Shoah, INSMLI (Istituto Nazionale Storia del Movimento di Liberazione “Ferruccio Parri”), Confederazione Sindacale Cgil-Cisl-Uil. 

Obiettivo ambizioso del Comitato presieduto da Lilana Segre, Presidente dell’Associazione Figli della Shoah, è di posare da 12 a 24 pietre ogni anno per i prossimi cinque anni. Non sufficientemente ambizioso, però, da arrivare a ricordare tutti i caduti. L’impegno è rivolto soprattutto a quanti si sono sacrificati ed oggi non hanno più nessuno che li ricordi.